
Informazioni generali La presenza di peli superflui rappresenta un inestetismo, fonte spesso di disagio psicologico per le persone affette, siano esse di sesso femminile o di sesso maschile. Oggi questo problema è decisamente migliorabile se non addirittura risolvibile mediante l'utilizzo di specifici strumenti LASER. "Epilazione definitiva" è, tuttavia, un termine improprio: si deve parlare di epilazione "permanente", in quanto il risultato ottenuto al termine del ciclo di sedute lo si mantiene in genere per un arco di tempo piuttosto lungo, anche di qualche anno: questo effetto può essere prolungato effettuando, ad esempio, una o due sedute di mantenimento ogni anno.
Il trattamento Vi sono vari tipi di LASER, a seconda della sorgente utilizzata (alessandrite, diodo, neodimio-Yag, ...), i quali hanno tuttavia in comune il bersaglio, rappresentato dal pigmento che sta alla base della radice del pelo; questo è il motivo per cui tale trattamento funziona solo su pelo scuro. Quando viene a contatto con questo, il raggio di luce laser lo distrugge: il pelo cade, ma cade in modo permanente solo se colpito in un momento ben preciso del ciclo di crescita, la fase "anagen", in cui il pelo è completo in tutte le sue parti, contiene il massimo del pigmento ed assorbe di conseguenza il raggio di luce al meglio. È opportuno sottolineare che il risultato che ci si può aspettare non è mai la cute glabra, cioè senza peli, bensì una drastica riduzione numerica di questi, fino ad una situazione in cui i peli rimasti possono essere agevolmente rimossi con una ceretta ( o pinzetta o altro metodo utilizzato abitualmente dalla/dal paziente) ogni tanto o sottoponendosi ad una seduta laser di mantenimento una-due volte l'anno. Ciò detto, di seduta in seduta si apprezza un rallentamento nella crescita dei peli, una progressiva riduzione numerica di questi, uno loro assottigliamento, fino ad arrivare ad una situazione considerata soddisfacente per la singola persona. Non è possibile stabilire a priori il numero delle sedute necessarie per ottenere tale obiettivo, in quanto non sappiamo in quale fase del ciclo di crescita del pelo questo viene colpito; tuttavia, orientativamente si può parlare di 5-8 sedute. Le applicazioni LASER vanno eseguite nella zona del viso a cadenza mensile, nelle altre sedi corporee ogni 2 mesi. Tra una seduta e l'altra è possibile rimuovere i peli che ricrescono, con il metodo preferito dalla/dal paziente, purché almeno 15 giorni prima del trattamento successivo si lascino ricrescere, in modo da poter colpire il maggior numero di peli possibile nel trattamento seguente ed ottenere di conseguenza un risultato migliore. Il trattamento è fastidioso, non doloroso: si avverte una sensazione di bruciore-pizzicore, che scompare subito al termine della seduta. Dopo il trattamento Subito dopo la cute trattata appare più o meno arrossata: tale rossore scompare nel giro di qualche minuto o qualche ora, a seconda del tipo di cute e della sede trattate. L'applicazione di creme lenitive accelera questa scomparsa ed elimina qualunque eventuale sensazione fastidiosa. L'epilazione mediante laser non si può effettuare in qualunque momento dell'anno, perché la pelle non deve essere assolutamente abbronzata al momento del trattamento: su cute abbronzata, infatti, si indurrebbero delle inestetiche macchie, talora difficili da eliminare. Sono dunque trattamenti che vengono eseguiti da ottobre a maggio, più o meno, proprio per evitare tale rischio. Dall'ultima applicazione laser alla successiva esposizione solare non deve invece intercorrere un lasso di tempo lungo, se non quello necessario alla scomparsa dell'eventuale rossore causato dal trattamento stesso. Con tutta tranquillità, solitamente, dopo 1-2 giorni ci si può liberamente esporre al sole. Possibili complicanze Non ci sono controindicazioni al trattamento in caso di alterazioni ormonali. In tal caso non si può tuttavia garantire la stabilità del risultato nel tempo. I miglioramenti estetici sono invece altrettanto soddisfacenti a quelli ottenuti in persone che non presentino alterazioni ormonali.
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